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Diminuire la tassazione degli straordinari per poter aumentare il livello retributivo dei lavoratori, una mossa salutata con entusiasmo da chi vuole aumentare, a proprio vantaggio, la quantità di ore lavorate dal dipendente, con un conseguente aumento della quantità prodotta.
Alla stato attuale delle cose, costerà meno assumere una nuova persona, oppure far lavorare di più coloro che già sono impiegati all'interno dell'azienda? La misura della detassazione degli straordinari va nella direzione dell'aumento delle ore dedicate al lavoro, necessarie però per sopravvivere. Le ore eccedenti le canoniche otto, non servono al lavoratore per concedersi qualche sfizio, ma solamente per poter sopravvivere. Perché non si pensa invece ad agire effettivamente sul livello retributivo? Perché non vengono concessi gli aumenti che permetterebbero una vita dignitosa? Perché non si concretizza l'articolo 36 della nostra Carta Costituzionale? L'articolo in questione afferma che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”. E' libertà il dover lavorare 12 ore al giorno per poter sopravvivere? Il progresso doveva portare ad una progressiva liberazione dal lavoro, con la possibilità di utilizzare più tempo per la propria elevazione culturale, per curare adeguatamente i rapporti familiari e sociali. Invece assistiamo ad una tendenza continua a propinare come normale e naturale, la necessità di dedicare sempre più tempo al lavoro, per poter sopravvivere. Ricordo il periodo del “miracolo nord-est”, quando le buste paga, grazie agli straordinari, permettevano una vita decorosa. Ricordo anche il momento in cui questo miracolo è venuto a scemare, con una conseguente riduzione delle ore di straordinario. In quel momento i lavoratori hanno ripreso a guardare la propria busta paga, rendendosi conto che lavorando solo otto ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, la somma che ricevevano era veramente ridicola e non permetteva di vivere in modo dignitoso. Il benessere era solo artificiale ed era dovuto all'immensa mole di lavoro straordinario. Il salario deve essere dignitoso anche in assenza di straordinari. Le ore lavorate in eccesso devono essere un'opportunità e non una necessità per il lavoratore. Lavoro di più per avere di più, per avere la possibilità di concedermi il superfluo. Non devo lavorare di più solamente perché altrimenti non sopravvivo. Se ciò succede, vuol dire che l'articolo 36 della nostra Costituzione è di fatto non applicato. Il cittadino, costretto a lavorare sempre di più per poter sopravvivere, non è libero e chi decanta la parola libertà, inserendola anche nel nome della propria compagine politica, di questo ne dovrebbe tener conto, intervenendo per assicurare la libertà di tutti. Forse però il secondo comma dell'articolo 3 della nostra Costituzione non è più una priorità (“E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”). |


