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La P2 che non si vuole vedere... PDF Stampa
Loggia P2Gli italiani hanno spesso una scarsissima memoria storica. Difficilmente si ricordano le infami pagine della nostra storia repubblicana.

Sembra che la P2 sia finita in un angolo remota della memoria collettiva.

All'interno del "Piano di rinascita democratica" il piano d'azione della P2, si trovano queste parole:
"Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria è fra la sollecitazione alla rottura, seguendo cioè le linee già esistenti dei gruppi minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entità i più disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di forza all’interno dell’attuale trimurti."
Alla luce dei continui attacchi alla CGIL, da parte delle altre parti sociali e da parte delle altre sigle sindacali, queste parole hanno un'attualità spaventosa. Il piano di rovesciamento dei rapporti di forza fra le varie forze presenti nella società viene, un po' alla volta reso realtà.

La demonizzazione della CGIL serve ad un unico scopo: eliminare questo sindacato. Azione questa indispensabile per poter procedere all'eliminazione dei diritti dei lavoratori, necessaria per creare una vera e propria egemonia di una ristretta cerchia di potenti.

La volontà di avere un sindacato "cooperativo" è chiaramente espressa da un altro capoverso presente in "Rinasciata democratica":
"b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore del fenomeno produttivo in luogo di quello illegittimamente assente di interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative. "

Il rinnovo dell'impianto contrattuale, tragetta le trattative tra sindacato e padronato sulla strada della cooperazione. Il sindacato non deve rivestire il ruolo di mero collaboratore, esso deve essere in primo luogo difensore dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Il ruolo di difensore ha insito in esso lo scontro, la lotta, per l'affermazione dei diritti di lavoratrici e lavoratori.
 
2007 © Paolo Orlando